La nuova stazione di valle della cabinovia Lezuo–Belvedere, realizzata nell’ambito del rinnovamento dell’impianto presso il Passo Pordoi, si inserisce in uno dei contesti sciistici più articolati e frequentati dell’arco alpino: il carosello del Sella Ronda.
Il progetto affronta uno dei temi centrali dell’architettura in contesti ad alta intensità infrastrutturale: il rapporto tra una macchina tecnica complessa e il paesaggio montano. L’approccio adottato ricerca un equilibrio misurato tra inserimento e riconoscibilità, evitando mimetismi superficiali e gesti autoreferenziali.
L’edificio si configura come un organismo chiaro e leggibile, in cui la forma è dettata dalle esigenze funzionali e costruttive. I volumi sono organizzati secondo una logica capace di restituire un’immagine compatta e controllata, con un linguaggio architettonico essenziale, privo di elementi superflui.
Fuori terra, l’intervento si articola nella giustapposizione di due volumi distinti per quota e orientamento, riconducibili alla stazione e al magazzino, riducendo così l’impatto visivo e la percezione complessiva delle facciate.
Dal punto di vista materico, la stazione accosta lastre prefabbricate in calcestruzzo bocciardato faccia a vista a rivestimenti in lamiera stirata di colore verde chiaro.
La scelta cromatica non è casuale, ma riprende il colore identitario della società gestrice, già impiegato nelle strutture tecniche circostanti, contribuendo a rafforzare la coerenza visiva dell’intero sistema impiantistico.
L’accostamento dei materiali restituisce un’immagine equilibrata, in cui si intrecciano con eleganza la robustezza del calcestruzzo e la precisione industriale delle finiture.
L’espressione architettonica è affidata alla cura dei dettagli: un’architettura “onesta”, che espone senza mediazioni la propria natura tecnica e, oltre a risolvere un’esigenza infrastrutturale, costruisce un nuovo ordine visivo e spaziale.